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Intervista Arch. Christian Pallaria – BIM Manager/Project Manager

Parlaci un po' di te

Sono Architetto dal 2010. La mia carriera dedicata alla modellazione tridimensionale prima e alla metodologia BIM poi, nascono nel 2006, ben prima della mia laurea, in cui ho fondato una società che si occupava di Computer Grafica e prototipazione rapida. Successivamente alla laurea, conseguita nel 2010, ho deciso di intraprendere un percorso differente, avviando la mia carriera lavorativa in una società di ingegneria, dove ho avuto la possibilità di sperimentare l’approccio alla progettazione BIM per grandi opere infrastrutturali. In questi 10 anni ho lavorato in un contesto internazionale (Perù, Cile, Messico, Bolivia, Turchia, Australia, ecc…), potendo apprendere molto da contesti diversi dai nostri e potendomi confrontare con altre realtà culturalmente differenti. Questo aspetto è stato per me molto utile al fine di darmi un più ampio spettro sul tema BIM e sulla sua evoluzione nel mondo.

Nell’ormai lontano 2010, adottammo la tecnologia BIM per manufatti puntuali, come le stazioni o i pozzi di emergenza/ventilazione di una metropolitana. Dal momento che si tratta di manufatti del tutto assimilabili a degli edifici, seppur sotterranei, non abbiamo riscontrato numerose difficoltà.

I problemi sono arrivati quando abbiamo avuto la necessità di occuparci della progettazione di opere lineari con software come Revit. È stato così introdotto l’ausilio del Computational Design al fine di automatizzare molte operazioni e processi che manualmente avrebbero richiesto un’infinità di tempo non garantendo nemmeno la massima precisione. Da quel momento l’automazione è diventato un “must”, non solo per la modellazione degli elementi lineari delle opere (come tunnel, ponti, viadotti, strade, ecc…) ma anche per la scrittura e la compilazione di molti parametri dei singoli elementi. Un esempio calzante è quello della compilazione automatica dei parametri di diversi oggetti contenuti nelle stanze del modello: il codice leggeva in un file excel il nome dell’oggetto e la stanza in cui era posizionato, lo trovava all’interno del modello e scriveva al suo interno una serie di dati che il Cliente esigeva avere nel modello per gestire la manutenzione del progetto durante il suo ciclo di vita.

Per quale motivo hai scelto di utilizzare BIMobject?

BIMobject dà la possibilità di avere a disposizione un immenso catalogo di prodotti, tutti esistenti sul mercato e realizzati con un alto livello di dettaglio. Peraltro, si tratta di famiglie realizzate a regola d’arte, pertanto non necessitano di troppe manipolazioni se non l’aggiunta di parametri personalizzati a seconda delle specifiche richieste del Cliente.

Avere la possibilità di scaricare in pochi secondi un oggetto già realizzato, esistente sul mercato con le sue dimensioni e aspetto estetico reale, è un plus che non possiamo sottovalutare nemmeno nel settore infrastrutturale.

Il workflow del computational desgin utilizzato per la modellazione di un tunnel e il relativo posizionamento di impianti, di cui alcuni oggetti puntuali provengono dalla libreria BIMobject

Come usi abitualmente BIMobject?

Nei progetti preliminari la utilizzo banalmente per poter posizionare l’oggetto negli spazi senza avere dubbi sulle sue effettive dimensioni reali. A seconda delle necessità lo stesso oggetto viene nascosto nel caso si tratti di una fase preliminare, per poi riattivarlo nelle fasi successive.

Per quanto concerne le fasi di progettazione definitiva o costruttiva, BIMobject diventa un supporto fondamentale perché dà veramente la possibilità di creare un vero e proprio twin model che rappresenta fedelmente quanto verrà realizzato, soprattutto nell’ottica della gestione del Facility Management attraverso il modello BIM.

In che modo BIMobject è utile al tuo lavoro?

Velocizza notevolmente gli step di predisposizione e realizzazione degli oggetti BIM che, altrimenti, dovrebbero essere modellati ad hoc. La precisione garantita da BIMobject è difficilmente raggiungibile se non si dispone delle schede tecniche fini alla modellazione e, pertanto, incrementando in modo esponenziale i tempi di realizzazione dell’intero modello.

Quali sono le opportunità che ti sta offrendo BIMobject?

Sicuramente i tempi di realizzazione del modello.

Il tuo lavoro riesce ad essere più “sostenibile” per l’ambiente grazie a BIMobject e il mondo digitale?

Assolutamente sì. Peraltro, con BIMobject si abbandonano completamente le vecchie librerie contenute nei server o nei dischi rigidi locali dei singoli PC, con il risultato che in qualsiasi luogo del mondo, è sufficiente una connessione internet per avere a disposizione tutta la libreria della piattaforma. Viviamo in un mondo sempre più connesso in cui si vede un progressivo mutamento che tenderà non solo ad abolire completamente la carta, ma anche a eliminare i server locali sostituendoli con Data Center accessibili da ogni parte del mondo. Ci sono già alcuni esempi di progetti full BIM in cui in cantiere sono stati utilizzati i modelli e non le tavole per la realizzazione dell’opera. Questa è la strada che stiamo percorrendo e BIMobject si allinea perfettamente con la visione futura di un mondo totalmente digitale.


Ana Patricia Martínez Menéndez • Dec 3, 2020

Ana Patricia Martínez Menéndez • Dec 1, 2020

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